La pancreatite è un processo infiammatorio che interessa il pancreas e può manifestarsi in maniera molto diversa nel cane e nel gatto.
In alcuni pazienti provoca sintomi evidenti, come vomito, dolore addominale e forte abbattimento. In altri, soprattutto nel gatto, i segnali possono essere molto più sfumati e limitarsi a inappetenza, ridotta attività o perdita di peso.
Per questo motivo la pancreatite non può essere riconosciuta semplicemente sulla base di un singolo sintomo e spesso richiede l’integrazione di visita clinica, esami di laboratorio e diagnostica per immagini.
La pancreatite non ha sempre sintomi eclatanti: soprattutto nel gatto può presentarsi con segnali molto sfumati.
Che cos’è la pancreatite
Il pancreas è un organo che svolge funzioni fondamentali nella digestione e nel controllo della glicemia.
Produce infatti enzimi digestivi destinati all’intestino e ormoni, tra cui l’insulina.
Quando il pancreas si infiamma, l’intensità del quadro può essere estremamente variabile: esistono forme relativamente lievi, ma anche forme più importanti che possono determinare dolore, disidratazione e alterazioni sistemiche.
Pancreatite acuta e cronica
La pancreatite può presentarsi in forma acuta, con comparsa improvvisa dei sintomi, oppure avere un andamento cronico o ricorrente.
Nelle forme croniche gli episodi possono essere meno evidenti e ripetersi nel tempo.
Questo è particolarmente importante nel gatto, nel quale la pancreatite può essere presente anche senza il quadro classico di vomito e forte dolore addominale che molti proprietari si aspettano.
Nel cane e nel gatto può presentarsi in modo diverso
Nel cane sono relativamente frequenti vomito, dolore addominale, inappetenza, diarrea, abbattimento e disidratazione.
Nel gatto, invece, i segni possono essere meno specifici. Alcuni pazienti presentano soprattutto anoressia o iporexia, letargia e perdita di peso, mentre il vomito può anche essere assente.
È quindi importante valutare il paziente nel suo insieme e non escludere una pancreatite soltanto perché manca uno dei sintomi considerati “tipici”.

I segnali da non sottovalutare
Una valutazione veterinaria è particolarmente indicata quando il cane o il gatto presenta:
vomito ripetuto,
perdita o marcata riduzione dell’appetito,
abbattimento,
dolore addominale,
diarrea,
disidratazione,
perdita di peso,
oppure un peggioramento generale che non trova una spiegazione evidente.
Non tutti questi sintomi devono essere presenti contemporaneamente.
Nel gatto, in particolare, anche una inappetenza persistente associata ad abbattimento può meritare un approfondimento.
Il dolore addominale può essere difficile da riconoscere
Gli animali non manifestano sempre il dolore in maniera evidente.
Alcuni cani possono assumere posizioni insolite, mostrarsi irrequieti oppure reagire alla palpazione dell’addome.
Nel gatto il dolore può manifestarsi semplicemente con riduzione dei movimenti, isolamento, postura raccolta o minore interesse per il cibo e l’ambiente.
Per questo il comportamento del paziente rappresenta spesso un’informazione molto importante.
Quali sono le cause
In molti casi non è possibile identificare una causa unica e precisa.
Esistono tuttavia condizioni che possono essere associate o predisporre alla pancreatite, tra cui alcune patologie metaboliche o endocrine, iperlipidemia, obesità, determinati farmaci, traumi e alcune malattie concomitanti.
Nel cane, l’assunzione improvvisa di alimenti particolarmente ricchi di grassi può rappresentare un fattore di rischio in alcuni soggetti predisposti, ma non è corretto attribuire automaticamente ogni pancreatite a un singolo episodio alimentare.
Nel gatto la pancreatite può inoltre associarsi ad altre patologie, soprattutto malattie intestinali e delle vie biliari.

Come si arriva alla diagnosi
Non esiste un singolo esame che, in ogni paziente e in ogni situazione, permetta da solo di confermare o escludere con certezza una pancreatite.
La diagnosi nasce dall’integrazione di anamnesi, visita clinica, esami ematochimici, test specifici per il pancreas ed ecografia addominale.
È proprio la concordanza dei diversi elementi a permettere di costruire un quadro diagnostico più affidabile.
Gli esami del sangue
Gli esami ematici permettono di valutare lo stato generale del paziente e di ricercare eventuali alterazioni associate.
A seconda del caso possono essere indicati anche test che misurano la lipasi pancreatica specifica, utili quando esiste un sospetto clinico di pancreatite.
Anche questi risultati devono però essere interpretati insieme agli altri reperti e non isolatamente.
Il ruolo dell’ecografia addominale
L’ecografia può essere molto utile per valutare il pancreas e le strutture circostanti.
In presenza di pancreatite possono essere osservate modificazioni delle dimensioni e dell’ecogenicità pancreatica, alterazioni del tessuto adiposo peripancreatico, presenza di liquido o modificazioni delle strutture adiacenti.
Non tutte le pancreatiti, tuttavia, producono reperti ecografici facilmente riconoscibili.
Un’ecografia apparentemente poco significativa non esclude automaticamente la malattia, soprattutto quando storia clinica e laboratorio suggeriscono il contrario.
Perché è importante valutare anche gli altri organi
I sintomi della pancreatite possono essere simili a quelli di numerose altre patologie gastrointestinali, epatiche o sistemiche.
L’ecografia permette quindi non soltanto di osservare il pancreas, ma anche di valutare fegato, colecisti, stomaco, intestino, linfonodi addominali e altri organi.
Nel gatto questa valutazione assume particolare importanza perché pancreatite, patologie intestinali e malattie delle vie biliari possono presentarsi contemporaneamente.
Come viene trattata
Il trattamento viene stabilito sulla base della gravità del quadro e delle condizioni del singolo paziente.
Può comprendere fluidoterapia, controllo del dolore, terapia antiemetica, supporto nutrizionale e trattamento delle eventuali patologie concomitanti.
Nei pazienti più compromessi può essere necessario il ricovero per monitorare idratazione, dolore, parametri ematici e risposta alle terapie.
L’alimentazione ha un ruolo importante
Quando il quadro clinico lo permette e il vomito è controllato, si tende generalmente a favorire una ripresa dell’alimentazione adeguata e precoce, soprattutto nel gatto.
Il tipo di dieta deve essere scelto in funzione della specie, delle condizioni cliniche e delle eventuali patologie associate.
Nel cane può essere indicata in alcuni casi una dieta a contenuto controllato di grassi, mentre nel gatto l’approccio nutrizionale deve essere valutato individualmente.
Non sempre servono antibiotici
La pancreatite non è generalmente una malattia causata da batteri.
Per questo gli antibiotici non vengono utilizzati automaticamente e vengono riservati alle situazioni in cui esiste una reale indicazione clinica.
La terapia deve quindi essere costruita sul singolo paziente e non semplicemente sulla presenza del termine “pancreatite”.
La pancreatite può tornare
Alcuni animali possono sviluppare episodi ricorrenti o forme croniche.
In questi pazienti è importante valutare la presenza di fattori predisponenti o patologie concomitanti e impostare un monitoraggio nel tempo.
Nei gatti con episodi ricorrenti può essere particolarmente utile approfondire anche l’apparato gastrointestinale, epatico e biliare.
Quando diventa un’urgenza
È necessaria una valutazione rapida quando il paziente presenta vomito continuo, forte abbattimento, dolore importante, incapacità di alimentarsi o bere, disidratazione evidente, debolezza marcata o rapido peggioramento dello stato generale.
Le forme più gravi possono infatti determinare alterazioni sistemiche e richiedere un trattamento intensivo.
Cosa non fare a casa
È importante evitare di somministrare autonomamente farmaci umani, antidolorifici, antiemetici o medicinali avanzati da precedenti terapie.
Alcuni farmaci utilizzati nelle persone possono essere pericolosi per cane e gatto e, soprattutto, possono mascherare temporaneamente sintomi importanti.
È inoltre sconsigliabile imporre un digiuno prolungato senza indicazione veterinaria, in particolare nel gatto.
Il messaggio più importante
La pancreatite può avere manifestazioni molto diverse e non sempre presenta un quadro clinico “classico”.
Nel cane, vomito e dolore addominale possono orientare più facilmente il sospetto, mentre nel gatto la malattia può nascondersi dietro inappetenza, abbattimento e perdita di peso.
La diagnosi non dipende da un singolo esame: è l’integrazione tra visita, laboratorio, test specifici ed ecografia a permettere di interpretare correttamente il quadro.
